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OMBRE

Visioni dalla città fantasma

Tutto fermo. Immobile. Nulla è cambiato a Pripyat da quel terribile aprile del 1986.

La nube tossica uscita dall’esplosione del reattore n.4 della centrale nucleare di Chernobyl ha costretto tutti a lasciare le proprie case, amici, parenti, ricordi, oggetti. Camminando per la piazza o il parco giochi sembra ancora di sentire le voci delle persone, i bimbi che giocano, gente che si incontra, chi rientra a casa, da scuola.

Una città come tante altre. Ma non è così. La vita a Pripyat si è fermata nell’aprile 1986. 

Tutto fermo

Adesso Pripyat è abitata da ombre e fantasmi. E’ spettrale addentrarsi nei palazzi, li senti respirare, sbattono le porte, calpestano i vetri infranti. Sembra che ti vogliano dire cosa è successo in quei luoghi, vorrebbero gridare a tutti il dramma e la sofferenza di chi ha vissuto o di chi vive ancora questa tragedia che non avrà mai fine.

Camminando per la città le ombre e i fantasmi di Pripyat mi sussurrano di non dimenticare ciò che è successo, ciò che ho visto, che loro sono lì.

Che non vogliono dimenticare.

 

Alan Gardini.

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